ASHTANGA YOGA

È così vero che siamo separati da ciò che ci circonda? Lo sguardo che coglie l'unità ha vita, quando il moto della mente tace. Il percorso è chiamato Ashtanga yoga, capire sé e gli altri.
Partiamo dal corpo, nostro involucro, attraverso le asana per arrivare all'ultimo gradino del percorso Ashtanga yoga: lo stato meditativo. L'Ashtanga yoga come possibilità di un vissuto per una comprensione vera dell'essere.

L'essenza di questa forma di yoga è nel suo stesso nome, Ashtanga, infatti, significa otto rami, che indicano il percorso yogico.
Il primo ramo prende il nome di "Yama": esso prevede il raggiungimento della sincerità con sè stessi e gli altri, della non violenza e della assenza di avidità.
Il secondo ramo, "Nyama", apre lo sguardo verso sè stessi, sviluppando una retta condotta nel cammino spirituale.
Il lavoro del corpo con le sue posture viene chiamato "Asana", ovvero il terzo ramo dell'Ashtanga yoga.
Il quarto "Pranayama", pratica il controllo del respiro con tutti i suoi benefici per il corpo e la mente.
"Pratiyara", il quinto ramo, è portare l'attenzione verso la propria compulsività, l'apertura all'ascolto dei desideri che ci abitano e del contenimento di essi.
Il sesto, "Dharana", è la capacità di condurre e focalizzare la concentrazione in un unico punto.
"Ghyana", il settimo ramo, è l'ingresso allo stato meditativo, ove la mente prende quiete e beatitudine.
L'ottavo, "Samadhi", lo stato ultimo in cui si realizza la contemplazione, l'essere illuminato tocca la propria fondamentale natura.